RISCHIO BIOLOGICO PRO 2025

65,00 

CALCOLO DEL RISCHIO BIOLOGICO IN EXCEL IN AMBITO SANITARIO E NON SANITARIO

Semplice Applicativo In Excel Per Valutare Il Rischio Biologico Ai Sensi Del Art Art. 268 D.Lgs. N. 81/2008 E S.M.I. Per Le Attivita’ Che Rientrano Tra Quelle Che Possono Comportare La Presenza Di Agenti Biologici (All. XLIV). Valutazione Attraverso Una Metodologia Integrata Aggiornata  Proposta Dall’Inail. (CONTARP) E Allegato XLIV Aggiornato.

 

-VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO – LABORATORI NON SANITARI

Algoritmo Inail 2023 Per La Valutazione Del Rischio Biologico Nei Laboratori Non Sanitari -Valutazione In Excel Per Utilizzo Deliberato Ed Esponenziale. (2 FOGLI EXCEL SEPARATI)

-VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO IN EXCEL IN AMBITO SANITARIO

Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare il rischio biologico ai sensi del art Art. 268 D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. per le attivita’ che rientrano tra quelle che possono comportare la presenza di agenti biologici (All. XLIV). Valutazione attraverso una metodologia integrata proposta dall’Inail. (BIO-RITMO 2025).

IN OMAGGIO: VALUTAZIONE DEL RISCHIO BILOGICO “BIORISCH” IN EXCEL

IN OMAGGIO: VALUTAZIONE DEL RISCHIO BILOGICO da taglienti e pungenti IN EXCEL

 

Note Generali:

IMPONIBILE: EURO 65,00 IVA ESENTE

Tutti I Prezzi Sono IVA ESENTE In quanto Operazioni per servizi professionali effettuati ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.”

In tutti i nostri servizi non si applica l’iva in quanto trattasi di un Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni. Info determinazione prezzi esposti

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Descrizione del servizio offerto

CALCOLO DEL RISCHIO BIOLOGICO IN EXCEL IN AMBITO SANITARIO E NON SANITARIO 

Semplice Applicativo In Excel Per Valutare Il Rischio Biologico Ai Sensi Del Art Art. 268 D.Lgs. N. 81/2008 E S.M.I. Per Le Attivita’ Che Rientrano Tra Quelle Che Possono Comportare La Presenza Di Agenti Biologici (All. XLIV). Valutazione Attraverso Una Metodologia Integrata Aggiornata  Proposta Dall’Inail.  E Allegato XLIV Aggiornato.

 

VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO – LABORATORI NON SANITARI

Algoritmo Inail 2023 Per La Valutazione Del Rischio Biologico Nei Laboratori Non Sanitari -Valutazione In Excel Per Utilizzo Deliberato Ed Esponenziale. (2 FOGLI EXCEL SEPARATI)

Ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. la valutazione del rischio biologico nei luoghi di lavoro costituisce un preciso obbligo di legge. Le attività svolte all’interno dei laboratori di analisi non cliniche quali, ad es., i laboratori di igiene ambientale, rientrano tra quelle che possono comportare la presenza di agenti biologici; il personale di laboratorio, infatti, è costantemente esposto al contatto con matrici di provenienza ambientale e materiali, molto eterogenei tra loro, oggetto di analisi chimico-fisiche-biologiche, potenzialmente contaminati da agenti biologici.

La metodologia proposta fa riferimento al metodo “a matrice” con il quale, come noto, il rischio viene valutato in funzione della probabilità di accadimento dell’evento dannoso e della gravità del danno che ne può conseguire, che a sua volta dipende dalle caratteristiche intrinseche dell’agente pericoloso.Dopo aver individuato le mansioni che operano nel contesto lavorativo in esame, si procede alla raccolta delle informazioni necessarie ad attribuire valori numerici ai coefficienti di cui si compone l’algoritmo, per il calcolo della Probabilità e del Danno, di cui si compone il Rischio.
Il percorso metodologico proposto si sviluppa, pertanto, attraverso tre fasi successive:

Raccolta sistematica e organizzata di dati relativi ad ambienti, attività ecc., aventi rilevanza ai fini dell’analisi delle fonti di pericolo per la mansione lavorativa presa in esame, nel contesto lavorativo vigente;

Inserimento dei dati nell’algoritmo di valutazione del rischio e calcolo del livello di rischio associato alla mansione lavorativa;

 

 

 

 

 

 

VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO IN EXCEL IN AMBITO SANITARIO AGGIORNATO ALLA METODOLOGIA BIO-RITMO OSPEDALI 2025

Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare il rischio biologico ai sensi del art Art. 268 D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. per le attivita’ che rientrano
tra quelle che possono comportare la presenza di agenti biologici (All. XLIV). Valutazione attraverso una metodologia integrata proposta dall’Inail nel 2025.

Lo strumento è rivolto ai datori di lavoro e ai servizi di prevenzione e protezione che operano negli ambulatori Inail e in contesti lavorativi analoghi.

Le attività svolte nei servizi sanitari (ospedali, ambulatori, studi dentistici, servizi di assistenza) rientrano tra quelle che possono comportare un notevole rischio di esposizione ad agenti biologici.
Tuttavia, malgrado l’ampia diffusione – sia a livello nazionale che internazionale – di linee guida, buone prassi e indicazioni operative, l’assenza di uno standard di riferimento ha generato notevoli difformità di valutazione e l’impossibilità di comparazione di risultati.
Attraverso lo strumento, si fornisce un software per l’applicazione di un percorso metodologico uniforme di valutazione del rischio occupazionale, consentendo ai datori di lavoro e ai servizi di prevenzione e protezione di individuare e di pianificare gli interventi migliorativi da attuare e la loro scala di priorità.

L’algoritmo è strutturato in sezioni, per ognuna delle quali è prevista la compilazione di tabelle sulla base delle informazioni e dei dati relativi ad ambienti, attività e procedure di lavoro, aventi rilevanza ai fini dell’analisi delle fonti di pericolo biologico nel contesto lavorativo vigente.
Una volta inseriti i dati, lo strumento calcola in automatico il livello di rischio associato allo svolgimento della mansione lavorativa in esame.

 

BIO‑RITMO è un metodo di valutazione del rischio biologico basato sulla “matrice dei rischi” (R = P × D), ampiamente utilizzata in Igiene del lavoro per una valutazione semi‑quantitativa dei rischi occupazionali, in cui:

  • P è la probabilità che si verifichi un evento dannoso;
  • D è il danno che consegue all’evento qualora si verifichi.

Dalla relazione P × D è possibile calcolare un valore R che esprime il livello di rischio associato all’attività svolta dalla mansione in esame, nelle condizioni che hanno determinato i valori di P e D valutati.

La matrice del rischio utilizzata per BIO‑RITMO considera 4 livelli possibili di Probabilità e 4 livelli di Danno. Il livello “1” della probabilità è suddiviso in due sottolivelli, per ricomprendere le situazioni in cui il danno può anche essere elevato ma la probabilità che si verifichi l’evento, benché non del tutto esclusa, realisticamente è estremamente bassa.

Graficamente il modello si visualizza come riportato in Figura 1.

Danno

Il dato relativo al danno è desumibile direttamente dal gruppo di appartenenza nella classificazione di pericolosità degli agenti biologici utilizzati o potenzialmente presenti (Allegato XLVI d.lgs. 81/2008). Pertanto, D è pari a 2 se l’agente biologico è classificato nel gruppo di pericolosità 2.

Quando più agenti biologici risultano associabili alla medesima fonte di rischio e appartenenti a differenti gruppi di pericolosità, il metodo prevede di considerare il valore più elevato, a titolo cautelativo.

Probabilità

Numerosi fattori concorrono a determinare la probabilità di infezione, legati in parte alle fonti di pericolo con cui gli operatori si trovano a contatto, ma in parte anche all’organizzazione del lavoro. L’incidenza di tali fattori, nel calcolo della probabilità P, è espressa dalla formula che segue:

P = C × ((F₁ + F₂ + F₃ + F₄ + F₅ + F₆ + 1) / 7)

dove:
• C è la contaminazione presunta delle fonti di rischio (rischio intrinseco);
• F sono le caratteristiche legate all’organizzazione del lavoro contemplate dall’algoritmo.

Contaminazione presunta C

Il grado di contaminazione presunta esprime idealmente la carica microbica totale che si potrebbe rilevare sulla fonte di rischio (Tabella 1).

Nel caso delle attività sanitarie, per gli operatori che svolgono attività in laboratorio la fonte di rischio può essere rappresentata dai campioni analizzati raccolti dai pazienti (sangue, urine ecc.); per gli operatori dei servizi di cura e assistenza, dai pazienti accuditi; per quanti svolgono attività d’ufficio, dall’impianto di condizionamento dell’aria (se presente), quale potenziale fonte e veicolo di contaminazione microbica.

Caratteristiche legate all’organizzazione del lavoro

L’organizzazione del lavoro è di fondamentale importanza per ridurre o contenere al livello più basso possibile la probabilità di trasmissione di agenti biologici e conseguentemente di contrarre un’infezione.

Le caratteristiche dell’organizzazione del lavoro influenti sul rischio biologico si possono inquadrare nelle seguenti categorie:

  • quantità della fonte di rischio (intesa come paziente ospedalizzato o in visita, sostanza o materiale potenzialmente contaminato manipolata o analizzata, ecc.) con cui la mansione in esame può venire a contatto;
  • frequenza di contatto con la fonte di rischio;
  • caratteristiche strutturali dell’ambiente di lavoro in cui opera la mansione;
  • procedure di lavoro adottate (istruzioni o procedure di sicurezza, ecc.);
  • utilizzo di DPI;
  • formazione e informazione specifica ricevuta sul rischio biologico.

A ciascuna di queste categorie, denominate “fattori”, indicati con la lettera F, deve essere assegnato un valore numerico, variabile da 0 (la caratteristica è adeguata alla corretta gestione del rischio biologico) a 1 (la caratteristica non è adeguata alla corretta gestione del rischio biologico) e valori intermedi variabili, a seconda della situazione vigente al momento della valutazione.

In sostanza, il valore attribuito a ciascun fattore indica concettualmente il livello di protezione dal rischio biologico realizzata nell’attività oggetto di valutazione grazie alle modalità con cui quel fattore è gestito.

L’adeguatezza di ogni caratteristica presa in esame è valutata secondo i criteri specificati nei paragrafi seguenti, differenziati per attività lavorativa.

F1 — Quantità

Tale fattore esprime la quantità di fonte di rischio con cui l’operatore viene a contatto (Tabella 2). Il criterio con cui attribuire la classificazione è differenziato a seconda della tipologia di attività e di pericolo biologico ad essa associato.

F2 — Frequenza

Per frequenza si intende il numero di contatti a rischio biologico con le fonti di pericolo nell’unità di tempo assunta come riferimento (Tabella 3). Pertanto, in caso di attività di laboratorio ci si deve riferire ad es. ai saggi analitici effettuati mentre, nel caso delle attività che comportano contatto con i pazienti, al numero di contatti a rischio (ad es. frequenza delle pratiche mediche invasive sul paziente) nell’unità di tempo considerata. La quantificazione dei fattori F1 ed F2 per il personale ospedaliero prevede il ricorso a tabelle di riferimento specifiche, che sono descritte nel Capitolo 4.

F3 — Caratteristiche strutturali dell’ambiente di lavoro

Per ogni tipologia di attività a rischio biologico in esame, è necessario individuare le caratteristiche strutturali che deve possedere l’ambiente di lavoro in cui essa viene svolta (Tabella 4). Per alcuni ambienti (ad es. sale operatorie, reparti di degenza particolari) le caratteristiche sono specificate da normativa cogente. Negli altri casi si deve far riferimento alle norme di buona tecnica oppure alla legislazione vigente per ambienti assimilabili sotto il profilo del pericolo biologico.

F4 — Procedure operative

L’adozione di procedure operative definite è unanimemente riconosciuta come fondamentale per la gestione in sicurezza del proprio lavoro. È necessario verificare l’adeguatezza delle procedure adottate rispetto a quelle ritenute necessarie, in termini percentuali, per valutare il fattore F4 (Tabella 5). In Tabella 6 si riporta un elenco esemplificativo di procedure minime fondamentali per la corretta gestione del rischio biologico, a prescindere dalla tipologia di attività che comporta l’esposizione ad un pericolo biologico. Le procedure dovranno in ogni caso interessare tutte le situazioni con possibile rischio biologico, peculiari dell’attività lavorativa oggetto di valutazione.

F5 — DPI/DPC per il rischio biologico

Il metodo BIO‑RITMO prevede di individuare preliminarmente, per ogni mansione in esame, la dotazione di DPI necessaria per fronteggiare il rischio biologico. Successivamente, si valuta la conformità della dotazione in essere rispetto a quella prevista (Tabella 7).

F6 — Formazione, informazione e addestramento

La formazione sul rischio biologico deve essere effettuata nei confronti del personale esposto, deve includere le procedure per lo svolgimento in sicurezza delle attività di lavoro, le misure di prevenzione e protezione e la loro corretta adozione, nonché le istruzioni e i comportamenti da adottare in caso di emergenza. La formazione è da ritenersi adeguata se erogata sia in fase iniziale (assunzione, cambio mansione, introduzione di nuovi rischi) sia come aggiornamento periodico che, per il rischio biologico, è previsto per legge ogni 5 anni (Tabella 8).

Valutazione del rischio

Una volta quantificati i vari parametri e fattori previsti dall’algoritmo BIO‑RITMO, i relativi valori sono inseriti nella formula algoritmica, per il calcolo del valore R associato alla mansione valutata:

R = P × D = C × ((F₁ + F₂ + F₃ + F₄ + F₅ + F₆ + 1) / 7) × D

 

 

VALUTAZIONE DEL RISCHIO BILOGICO “BIORISCH” IN EXCEL

Valutazione Del Rischio Biologico Negli Ambienti Di Lavoro

IN OMAGGIO: La valutazione del rischio biologico utilizza come strumento di analisi del rischio in presenza di lavorazioni che comportano esposizione ad agenti biologici, così come previsto Titolo X del D. Lgs. 81/08 .

Il metodo utilizzato ( B i o r i s c h ) si basa su un algoritmo di calcolo in cui, attraverso l’analisi dei diversi parametri che caratterizzano il rischio, è possibile definire il grado di esposizione ad agenti biologici durante un’attività lavorativa, e di conseguenza il livello di rischio per il personale, da cui elaborare poi le necessarie misure di prevenzione e protezione.

 

VALUTAZIONE DEL RISCHIO BILOGICO da taglienti e pungenti IN EXCEL

IN OMAGGIO: L’art. 286-quinquies del D.Lgs 81/08 affronta il tema della valutazione dei rischi: “il datore di lavoro dovrà garantire che la valutazione includa la determinazione del livellodirischio espositivo a malattie che possono essere contratte in relazione alle modalità lavorative, in

maniera da coprire tutte le situazioni di rischio che comportano ferite e contatto con sangue o altro potenziale veicolo di infezione, nella consapevolezza dell’importanza di un ambiente di lavoro ben organizzato e dotato delle necessarie risorse”

Per il rischio biologico calcolato sull’incidenza di infortuni causati da taglienti, pungenti e contaminazioni di cute e mucose e sulla sierologia del paziente fonte, sono state create delle tabelle assegnando dei criteri numerici al singolo evento.

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